Notizie del Via Columbani

Luglio/agosto 2026
 
Via Columbani - Notizie

La newsletter riporta alcuni fatti salienti dei mesi precedenti.

Gli anni 2026 e 2027 sono stati dedicati dai Partner al rafforzamento della collaborazione tra i paesi che celebrano la memoria di San Colombano e San Gallo.

La Via Columbani è «un percorso attraverso l’Europa per riunire le comunità». Lo sviluppo del percorso è quindi fondamentale per il progetto. Nel marzo 2026, la Via Columbani viene presentata al salone dell’escursionismo di Lione, aprendosi al mondo del turismo e dell’escursionismo. La promozione viene estesa anche ad altri percorsi di pellegrinaggio europei, come quelli di Santiago di Compostela e la Via Sancti Martini.

In ogni paese prosegue il lavoro di potenziamento del percorso, attraverso i contatti con le amministrazioni locali, le escursioni organizzate e la segnaletica. Questa nuova newsletter riassume le iniziative intraprese, in particolare il proseguimento delle azioni volte alla creazione di circuiti e percorsi annunciate nella newsletter dello scorso novembre.

Un altro aspetto importante della collaborazione è costituito dagli scambi culturali ed educativi condotti in partnership con il progetto Peregrinus, che proseguono tra Italia, Irlanda del Nord, Republica d’Irlanda e Francia. Un esempio è riportato nell’articolo dedicato a questo argomento.

Questi scambi mettono spesso in luce personaggi del “movimento irlandese” che si è svolto in Europa tra il VII e il X secolo, di cui Colombano è la figura emblematica. Si può citare in particolare Santa Brigida di Kildare, che non ha mai lasciato l’Irlanda, ma che è venerata ancora oggi in Bretagna, in Alsazia-Lorena e nel nord Italia.

Una prima fiera per la Via Columbani

Con oltre 350 espositori e circa 12.000 visitatori nel 2026, la fiera dell’escursionismo di Lione è un luogo ideale per lo scambio e l’informazione, con un numero crescente di appassionati dalle motivazioni e dagli interessi molto diversi.

Per la prima volta, la Via Columbani era presente a questa fiera dal 20 al 22 marzo 2026, insieme a molti altri percorsi, tra cui il Cammino di Santiago, la Via Sancti Martini e la Francigena. Questa fiera ci ha offerto numerose opportunità di condivisione di esperienze, consentendoci al contempo di far conoscere meglio il nostro percorso.

Attraverso la sua mappa online, la Via Columbani ha potuto mettere in evidenza i 5.130 km di sentieri in Francia dedicati alla memoria di San Colombano, ma anche la rete europea, che attraversa nove paesi, dall’Irlanda all’Italia.

Presso il nostro stand abbiamo accolto, tra gli altri, Wolfgang Sieber, presidente del Kolumbansweg, l’associazione che gestisce la Via Columbani che attraversa la Svizzera, l’Austria e il Liechtenstein. Nel corso della fiera abbiamo potuto presentare i percorsi e gli itinerari brevi (di un giorno o di più giorni) in fase di realizzazione in Svizzera e in Austria, in Francia e, prossimamente, anche in altri paesi. (Vedi l’articolo seguente).

Forte di questa esperienza, la Via Columbani sarà presente al prossimo salone dell’escursionismo a Lione, che si terrà dal 19 al 21 marzo 2027.

Lo sviluppo del Cammino

Nel nostro numero di novembre abbiamo parlato dei circuiti e degli itinerari destinati agli escursionisti che desiderano percorrere distanze brevi (da 1 a 5 giorni), che potranno essere proposti agli uffici turistici, agli alberghi e ad altri fornitori di servizi.

I primi sono stati sviluppati lungo il Kolumbansweg, in Svizzera e in Austria. La mappa qui a fianco mostra il percorso intorno a Hohenems e Götzis, dove si diramano due bracci della Via Columbani: uno che attraversa l’Austria e il Liechtenstein in direzione del Passo del Septimer; l’altro che attraversa la Svizzera passando per Grabs, Sargans e Coira.

Si è instaurata una collaborazione tra il Kolumbansweg e l’ostello dei pellegrini di San Giacomo a San Gallo, con escursioni organizzate su questi percorsi nei mesi di maggio e giugno di quest’anno e un’altra prevista per settembre, che attraverserà anche il Vorarlberg (Austria) e il Liechtenstein.

La Federazione francese della Via Columbani organizza a sua volta numerose escursioni in Francia, ma anche in un raggio più ampio. A luglio, nei dintorni di Bobbio (Italia); a novembre sulla Via Sancti Martini, nei pressi di Tours.

A giugno è stata organizzata un’escursione tra Annegray e Basilea. Questo percorso, che non è stato percorso da San Colombano, collega a piedi Luxeuil-les-Bains e la Svizzera, per coloro che desiderano proseguire il proprio pellegrinaggio sul Kolumbansweg, in direzione dell’Italia.

Nel corso del 2026, anche il Turas Columbanus / Columban Way in Irlanda ha registrato un aumento del numero di marce organizzate lungo i suoi 571 km. Questa dinamica è stata in gran parte opera delle organizzazioni comunitarie locali, sostenute dall’ente benefico «Knights of Columbanus». Le marce hanno promosso diversi valori, in particolare il benessere, il patrimonio culturale, la pace e la riconciliazione. I fondi raccolti vengono devoluti a enti di beneficenza locali.

La prima marcia dell’anno si è svolta il 20 giugno, riunendo 45 pellegrini che hanno percorso i tredici km tra Clonard e Trim, nella contea di Meath. Alcuni partecipanti hanno proseguito una parte del percorso sull’acqua, in kayak e in barca, rievocando l’epoca di Colombano, quando le vie navigabili interne costituivano sicuramente il mezzo di trasporto più diffuso.

Altre escursioni sono previste nelle contee di Carlow, Monaghan e Fermanagh nei prossimi mesi. Offriranno ai pellegrini l’occasione di scoprire i magnifici paesaggi dell’Irlanda, di valorizzare questo ricco patrimonio e di promuovere un turismo rigenerativo a beneficio dei territori e dei loro abitanti.

Fermanagh si trova nell’Irlanda del Nord. La Via Columbani («Turas Columbanus» in irlandese, «Columban Way» in inglese) attraversa questo confine e si propone come percorso di pace e riconciliazione.

Più vicino a Bangor, anche i Friends of Columbanus (FOCB) organizzano numerose escursioni. A giugno, tra Newcastle e Dundrum nella contea di Down, un percorso spettacolare all’ombra delle Mountains of Mourne, con un tratto sulla spiaggia. A settembre tra Comber e Newtownards.

Progetti educativi che rafforzano i legami europei

Dal 27 febbraio al 4 marzo 2026, Sharon Kayes, responsabile dei progetti educativi dei Friends of Columbanus a Bangor (Irlanda del Nord), si è recata nella regione di Piacenza, nel nord Italia, per stabilire contatti con istituti scolastici interessati a scambi culturali europei. Era accompagnata da Pat Colgan, vicepresidente del Partenariato della Via Columbani.

La visita è stata organizzata da Manuela Bertoncini, coordinatrice del progetto Peregrinus, attraverso il quale il Partenariato porta avanti iniziative educative in tutta Europa. La missione di Peregrinus è quella di creare e rafforzare i legami tra le persone e le istituzioni nelle regioni in cui il messaggio e l’eredità di San Colombano e dei suoi monaci rimangono vivi.

Nelle scuole elementari e medie di Santa Franca, a Vernasca, gli incontri hanno riguardato i temi della cultura celtica e del monachesimo, della pace, della biodiversità e dei legami tra i popoli d’Europa. I più piccoli sono rimasti affascinati dal burattino di San Colombano e dalle melodie del flauto irlandese (tin whistle), interpretate da Pat. Gli alunni delle classi superiori, dal canto loro, hanno colto l’occasione per esercitare il loro inglese presentando le ricchezze del loro paese e della loro regione.

Il giorno seguente, il gruppo si è recato a Lugagnano, nella pianura del Val d’Arda, per incontrare gli insegnanti e gli alunni dell’Istituto Comprensivo. È emerso che gli alunni conoscevano già molto bene la storia dei monaci irlandesi e i nove paesi attraversati dalla Via Columbani.

La visita si è conclusa con un incontro con padre Paolo Capra, parroco di Piacenza, che intende organizzare, nei prossimi anni, dei pellegrinaggi di fedeli italiani in Irlanda. Egli intende inoltre riaprire l’antico ospizio di Piacenza destinato ai pellegrini irlandesi in viaggio verso Bobbio e Roma. Questo ospizio, che fungeva anche da ospedale, risale originariamente al IX secolo.


Far rivivere l'eredità di Santa Brigida

Quando Colombano lasciò Bangor nel 591, non era il primo monaco irlandese a partire alla volta del continente europeo per una «peregrinatio pro Christo», e certamente non fu l’ultimo. Tra il VII e il X secolo d.C., numerose testimonianze storiche attestano la presenza di monaci irlandesi presso le corti dei re e dei nobili.

Tra l’Irlanda e i grandi monasteri dell’Abbazia di Luxeuil e dell’Abbazia di Bobbio, fondati da Colombano, vi furono numerosi scambi; e nelle regioni in cui sorsero insediamenti monastici irlandesi, sulle orme dei discepoli di Colombano, non è raro trovare una chiesa o una parrocchia dedicata a Santa Brigida di Kildare, che fu, dopo San Patrizio, la più venerata tra i primi santi irlandesi. Nella foto: la statua di Santa Brigida che adorna il frontone della chiesa di Freyming..

Il 2 febbraio, le musiciste irlandesi Catriona McElhinney Grimes e Colette Delahunt si sono esibite nella chiesa di Santa Brigida a Ponzate, vicino a Como (Italia), in occasione della festa della santa. L’evento è stato organizzato dal Peregrinus Project, stretto collaboratore del Partenariato della Via Columbani nel campo degli scambi culturali.

Nel marzo di quest’anno, il vicepresidente del Partenariato Via Columbani, Pat Colgan, si è recato a Piacenza insieme a Manuela Bertoncini del progetto Peregrinus, per visitare la chiesa di «Santa Brigida d’Irlanda». Vedi l’articolo precedente. Pat si è sentito personalmente coinvolto: «Anche la mia parrocchia d’origine a Belfast porta il nome di “Santa Brigida”. Per rafforzare questo legame, abbiamo invitato un gruppo di giovani di Ponzate e Piacenza a farci visita a Belfast e a Bangor. »

Questi molteplici legami si ritrovano in tutta Europa. Nel 2017, mentre i partner ripercorrevano l’itinerario del cammino di pellegrinaggio della Via Columbani in Renania, si sono imbattuti in una «via Santa Brigida» nel villaggio di Offendorf. Il sindaco del comune limitrofo di Kilstett, Gabriel Muller, ha rivelato i numerosi legami con l’Irlanda e con la santa: l’uso del trifoglio come simbolo sulle chiese, l’ampia diffusione dei nomi «Brigide» o «Bride» per le bambine e le ricche festività annuali del 1° febbraio.

Nel 720, il monastero dell’Abbazia di Honau, situato a breve distanza da Kilstett, fu fondato da monaci colombaniani provenienti da Luxeuil. Mantenne la sua influenza fino al 1290, quando gli edifici dovettero essere abbandonati a causa delle inondazioni del Reno. Nel 1398, a seguito di nuove piene, i monaci furono costretti a trasferirsi e a stabilirsi nella parrocchia di Saint-Pierre-le-Vieux a Strasburgo. Portarono con sé un reliquiario della Santa, ancora oggi visibile nella sacrestia di questa chiesa.

 

Anche in Irlanda, Brigida di Kildare rimane una figura di unità, sempre presente nella memoria collettiva. A Bangor, lo scorso febbraio, la guida culturale Brigid Watson ha organizzato una giornata dedicata a «Celtic Saints: a Journey through Time and Tradition», che si è tenuta al North Down Museum – a poche centinaia di metri dall’abbazia dove Colomban ricevette la sua formazione. Questo workshop partecipativo ha esplorato «le qualità e la leadership condivise da Colombano e Brigida, una leader cristiana potente e influente del suo tempo». Nella foto: Brigid Watson con Claire McCollum della BBC..

Il culto di Brigida costituisce quindi un legame culturale che attraversa l’Europa, diffuso dai monaci dell’Alto Medioevo. Restano ancora da esplorare numerosi altri collegamenti tra i primi santi irlandesi, i toponimi e le tradizioni in Francia, Germania, Svizzera, Italia e, senza dubbio, anche in altri paesi.